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STOP CHILD WORKER |
To: Istituzioni LocaliEgr. Governatore della Regione Calabria
Egr. Presidente della Provincia Di Crotone
Spettabili Sindaci dei comuni di Crotone, Isola di Capo Rizzato, Cirò Marina, Cutro, Petilia Policastro, Mesoraca, Strangoli, Rocca di neto, Cotronei, Cirò, Roccabernarda, Crucoli, Melissa, Scandale, Casabona, Belvedere di Spinello, San Mauro Marchesato, Verzino, Santa Severina, Caccuri, Pallagorio, Savelli, Cerenzia, Castelsilano, San Nicola dell'Alto, Umbriatico, Carfizzi
Si calcola che siano almeno 250 milioni in tutto il mondo, i bambini, di età compresa tra i 5 ed i 14 anni, che lavorano e di questi, 120 milioni sono impiegati a tempo pieno. La cifra è difficilmente valutabile perché si tratta molto spesso di lavoro sommerso, al di fuori dell’economia ufficiale. L’Ilo (International Labour Organization ) stima che i bambini lavoratori costituiscano il 40\% della popolazione infantile in Africa e il 20\% in Asia e in America Latina .Circa 111 milioni di bambini sono costretti a lavori pericolosi, 59 milioni di giovani tra 15 e 17 anni avrebbero urgenti necessità di protezione e 8,4 milioni di essi sono sottoposti a: schiavitù, per debito, lavori forzati, prostituzione.
Lo sfruttamento del lavoro minorile ha serie conseguenze non solo sulla salute e sullo sviluppo dei bambini, ma anche effetti psicologici che ne possono segnare tutta la vita. La vulnerabilità dei bambini li pone a rischio di incidenti e di malattie professionali più di un adulto che faccia lo stesso lavoro. I minori che lavorano possono essere esposti a prodotti nocivi (es. pesticidi e diserbanti in agricoltura); difficilmente i bambini hanno sufficienti conoscenze per maneggiare sostanze pericolose né sufficiente potere contrattuale per rifiutare determinate attività.Il lavoro minorile non è solo una realtà dei paesi Terzo Mondo, in cui gli strati deboli della popolazione sono costretti a pagare lo scotto più alto per uno sviluppo forzato, ma è anche una realtà dei paesi industrializzati in cui si vanno estendendo le sacche di povertà ed emarginazione. Secondo l’Unicef, negli Stati Uniti lavorano 5 milioni e mezzo di bambini, la gran parte dei quali appartiene a minoranze o sono immigrati clandestini, e le violazioni delle leggi sul lavoro minorile sono aumentate del 250\% tra il 1983 e il 1990.
Da un’indagine condotta dalla CGIL nel 2004 , quasi 400 mila minori lavorano nel nostro paese. Secondo i dati Istat, si stima in almeno 144 mila il numero dei minori coinvolti nello sfruttamento minorile (escludendo da tale calcolo i minori immigrati e i rom) confermando come il fenomeno assuma una grande rilevanza quantitativa e qualitativa.
Una cifra enorme, che ci colloca ben oltre la media dell’Unione Europea dell’1,5\% (superati solo da Grecia e Spagna del Sud) e oltre la media del 2\% dei principali paesi occidentali (dati Oil), rappresentando una forma di esclusione e di disagio economico, culturale e sociale (oltre che di concorrenza sleale) inaccettabile per un paese civile.
In particolare l’Italia è al 2° posto in Europa per la più alta percentuale di minori che vive sotto la soglia di povertà. Il 17\% di minori in Italia è povero; al Sud la percentuale arriva al 29.1\%
L'articolo 32 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia afferma che gli stati parti riconoscono il diritto del fanciullo ad essere protetto contro lo sfruttamento economico e qualsiasi tipo di lavoro rischioso o che interferisca con la sua educazione o che sia nocivo per la sua salute o per il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale e che gli Stati parti devono prendere misure di natura legislativa, amministrativa, sociale ed educativa per garantire l'applicazione di questo articolo.
L’Italia ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione il 27 Maggio 1991 attraverso l’approvazione della Legge n.176.
La legge più importante che va nella direzione indicata dal Comitato delle Nazioni Unite è Legge 28 agosto 1997, n. 285
“Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e per l’adolescenza”.
L’ articolo 7 promuove interventi che facilitano l'uso del tempo e degli spazi urbani e naturali, rimuovono ostacoli nella mobilità, ampliano la fruizione di beni e servizi ambientali, culturali, sociali e sportivi, misure orientate alla promozione della conoscenza dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza presso tutta la cittadinanza ed in particolare nei confronti degli addetti a servizi di pubblica utilità, misure volte a promuovere la partecipazione dei bambini e degli adolescenti alla vita della comunità locale, anche amministrativa.
La Legge della Regione Calabria 19 febbraio 2001, n. 5 “Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego in attuazione del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469”, all’ art.. 23 sancisce la nascita dell’ Osservatorio sul lavoro minorile, che ha compito di documentazione, ricerca, studio e proposta sulle questioni relative al lavoro dei minori in Calabria e deve in particolare monitorare, verificare ed elaborare proposte idonee a promuovere l'integrazione tra esperienze professionali e percorsi scolastici e formativi a beneficio dei minori anche in situazioni svantaggiate.
Fatte queste doverose premesse, la situazione sul nostro territorio non è completamente ben definita. Pochi sono gli interventi a favore dei minori in generale, pochi gli spazi e poche ancora le iniziative per contrastare il lavoro minorile che soprattutto nella nostra terra assume molteplici valenze….in diverse circostanze diviene l’anticamera per la delinquenza e la microcriminalità.
Al problema del lavoro minorile è legato anche quello degli infortuni sul lavoro: il minore è più esposto al rischio di incidenti sul lavoro e il datore di lavoro denuncia l’infortunio soltanto quando non ne può fare a meno, cioè quando l’incidente è veramente grave.
A tale proposito l’Associazione non Governativa Meklaie in collaborazione con l’Azione Cattolica dei Ragazzi della Diocesi di Crotone - S. Severina ha avviato l’ iniziativa STOP CHILD WORKER – Lavorare non è un gioco da ragazzi – per chiedere sostanzialmente il rispetto della legge ed un impegno concreto per tamponare tale disagio sociale, a partire dalla nostra realtà locale per poi essere di impulso per le altre province calabre.
Si propone quindi attraverso tale proposta di raccolta firme, di sensibilizzare la cittadinanza e di promuovere :
- L’istituzione di una Carta dei Comuni e delle Province contro lo sfruttamento minorile, finalizzata, attraverso la partecipazione delle forze sociali e del volontariato a promuovere campagne informative e di sensibilizzazione nei confronti della popolazione locale;
- Definire codici di condotta per i settori e le imprese presenti sul territorio a riguardo del lavoro minorile;
- Rilanciare la scuola come centro di promozione sociale e culturale, in quanto l’abbandono scolastico è il rovescio della medaglia del lavoro minorile;
- Sostenere le famiglie bisognose ;
- Applicare effettivamente le leggi in materia di lavoro minorile, promuovendo ispezioni e interventi repressivi per debellare il lavoro nero e "informale".
Crotone 16 Febbraio 2008
Associazione Meklaie
Azione Cattolica Ragazzi – Diocesi di Crotone S.SeverinaSincerely,
The STOP CHILD WORKER Petition to Istituzioni Locali was created by ok and written by Claudio Bauckneht (info@meklaie.org). This petition is hosted here at www.PetitionOnline.com as a public service. There is no endorsement of this petition, express or implied, by Artifice, Inc. or our sponsors. For technical support please use our simple Petition Help form.
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