Gioia e Rivoluzione: Per una Sinistra nuova e unita
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noi elettori di sinistra, compagni, cittadini, militanti, elettori, simpatizzanti, giovani che hanno occhi nuovi per guardare il futuro
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Lesito delle elezioni politiche 2008 ha decretato lineluttabile fine di una sinistra cieca e nostalgica, incapace di uscire dai rifugi, ascoltare e toccare le domande, i bisogni, le speranze di mani che continuano a lavorare per vivere e vivere lavorando.
Il Partito Democratico ha avuto il coraggio di saltare sul treno in corsa, di trovare nuove strade, ma a costo di rinunciare a qualsiasi atteggiamento critico, scegliendo la timida gestione dellesistente propria del pensiero unico e proponendo la favola rassicurante di un mondo post-ideologico in cui non esistono più distinzioni sociali.
Il compito della Sinistra deve essere invece quello di adattarsi alla società senza rinunciare alla convinzione di poterla cambiare. Oggi uguaglianza e lavoro rimangono i problemi vitali della colletività, ma hanno nuovi nomi: precariato, ambiente, moderni autoritarismi mediatici che sostituiscono una stanca rappresentanza democratica.
Assumere questa prospettiva implica un cambiamento radicale, una nuova Sinistra non può passare da una dirigenza datata e inerte.
Assumere questa prospettiva implica la costruzione di un partito unico, capace di rappresentare le diverse anime: solo uniti si può ritrovare la forza che ha creato la sinistra in 150 anni, la sinistra che individuava i soggetti deboli e combatteva per spostare gli equilibri.
è tempo di imboccare una terza strada. Non si può andare avanti senza stare a sinistra. Non si può stare a sinistra senza andare avanti.
Non è più tempo di rifugi, di nascondersi tra reduci come a una gloriosa riunione di eroici sconfitti, di combattere per cadere il meno indietro possibile. Oggi lalternativa è radicale: muoversi o scomparire. Siamo convinti di essere in molti a condividere lo stesso bisogno: solo mobilitandoci attivamente potremo pesare sulle scelte future.
Il Partito Democratico ha avuto il coraggio di saltare sul treno in corsa, di trovare nuove strade, ma a costo di rinunciare a qualsiasi atteggiamento critico, scegliendo la timida gestione dellesistente propria del pensiero unico e proponendo la favola rassicurante di un mondo post-ideologico in cui non esistono più distinzioni sociali.
Il compito della Sinistra deve essere invece quello di adattarsi alla società senza rinunciare alla convinzione di poterla cambiare. Oggi uguaglianza e lavoro rimangono i problemi vitali della colletività, ma hanno nuovi nomi: precariato, ambiente, moderni autoritarismi mediatici che sostituiscono una stanca rappresentanza democratica.
Assumere questa prospettiva implica un cambiamento radicale, una nuova Sinistra non può passare da una dirigenza datata e inerte.
Assumere questa prospettiva implica la costruzione di un partito unico, capace di rappresentare le diverse anime: solo uniti si può ritrovare la forza che ha creato la sinistra in 150 anni, la sinistra che individuava i soggetti deboli e combatteva per spostare gli equilibri.
è tempo di imboccare una terza strada. Non si può andare avanti senza stare a sinistra. Non si può stare a sinistra senza andare avanti.
Non è più tempo di rifugi, di nascondersi tra reduci come a una gloriosa riunione di eroici sconfitti, di combattere per cadere il meno indietro possibile. Oggi lalternativa è radicale: muoversi o scomparire. Siamo convinti di essere in molti a condividere lo stesso bisogno: solo mobilitandoci attivamente potremo pesare sulle scelte future.
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