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Scarsa attenzione posta al portale italia.it |
To: Parlamento della Repubblica ItalianaEgregio Parlamento della Repubblica Italiana,
Con la presente porto all’attenzione di tutti un fatto forse poco conosciuto, ma che reputo sia di vitale importanza per il sostentamento a breve e medio termine di una risorsa che proprio in Italia deve avere priorità assoluta: il sito internet, commissionato dal governo Berlusconi e ufficialmente aperto al pubblico solo di recente, atto a promuovere lo sviluppo del turismo in un Paese pregno di storia, cultura e interesse artistico come il nostro. Pur non essendo un esperto di economia né di turismo, carica che non ho la presunzione di assumere, muovo e raggruppo in questa petizione un diffuso senso di incompiutezza che ruota attorno a tale sito locato all’indirizzo web www.italia.it, raccogliendo le impressioni negative che mi sono giunte da ogni dove.
Innanzitutto, per portare sotto gli occhi di tutti la magnificenza che avrebbe dovuto avere questo progetto, faccio notare che il Governo ha stanziato quarantacinque milioni di euro per l’intero progetto, affidato ad una nota ditta americana, dei quali molti, mi permetto di aggiungere troppi, sono stati investiti per la mera realizzazione del sito che è tuttora visibile all’intera comunità online all’indirizzo sopra elencato. Inoltre, i due anni di attesa facevano presagire ad un portale non solo dedicato alla promozione del turismo in Italia, ma che dovesse essere un punto di riferimento stabile e funzionale per incentivare un visitatore straniero a spendere le sue vacanze, nonché i suoi capitali, nel Bel Paese. È però chiaro come la maggior parte delle pagine web, per non parlare della struttura generale del sito internet, sono stare realizzate in fretta e furia, senza tenere conto di basiche regole che si potrebbe permettere un sito a scopo personale, ma non certo uno Stato che ripone così tante speranze in una campagna di rilancio del settore turistico della quale questo sito deve essere un punto di riferimento, un pilastro della ripresa italiana.
Ma per capire meglio gli errori che, secondo me e secondo tutti coloro che firmano la presente petizione, sono stati fatti, è necessario innanzitutto capire quanto il settore turistico sia importante per il nostro Paese. La decadente struttura economica dell’Italia, la mancanza di strutture adeguate, un ruolo poco performante nella politica internazionale sono tutti fattori che contribuiscono ad un declassamento del nostro “stivale” a potenza in decadenza; ma non né io né voi siamo qui per discutere della situazione italiana. Il punto fondamentale è che, in Italia, è concentrato il settanta percento, e ripeto il 70% del patrimonio artistico-culturale dell’intero globo: il Colosseo, gli Uffizi, La Scala, La Fenice, il Duomo di Milano, San Marco e l’intero stato vaticano (che, seppur sia uno stato autonomo, è interno all’Italia) sono solo alcune delle opere artistiche ed architettoniche di cui il nostro Paese è pregno, quindi mi pare lecito sottolineare come noi siamo, senza eccezione alcuna, il fulcro della storia culturale dell’Europa, l’apoteosi della felicità per un turista affamato di cultura. Mi duole quindi leggere statistiche secondo le quali l’Italia non possiede nemmeno il primato europeo per quanto riguarda il turismo. Una nazione leader del settore che pullula di Storia ha l’obbligo di incentivare al massimo il turismo, ha il tassativo compito di attingere da questa straordinaria risorsa, ha l’inderogabile obbligo di usarla per tamponare le falle del sistema amministrativo. Ma come ho precedentemente nonché tristemente affermato, l’Italia non sfrutta adeguatamente questa incredibile ricchezza che ha ereditato, ed anzi tende a ripudiare una miniera d’oro già pronta e finita.
In questo panorama atipico e quasi buffo si configura una campagna che ha un nobile scopo, ma per quanto riguarda l’attuazione lascia assai a desiderare. Il sito internet è realizzato interamente in formato flash, estremamente lento da caricare, e addirittura il novanta percento utilizza questo codice. Forse a causa di un server sovraccarico (ma ne dubito, visto che è costato cinquantamila euro) o forse a causa delle pagine poco ottimizzate, con una ADSL il sito è assai arduo da visitare, con tempi d’attesa che superano sovente il minuto: non immagino pensare quanto sia il tempo di attesa per gli utenti che ancora possiedono una connessione ad internet analogica. Un visitatore medio si stancherebbe ben presto di queste interminabili sessioni di caricamento, e lascerebbe il sito per non tornarci mai più. Perché è proprio questo il bello e allo stesso tempo il brutto aspetto della grande rete: i concorrenti sono sempre a distanza di un click, e a visitare le ben realizzate pagine dedite alla promozione del turismo francesi e spagnole, non mi sorprende sapere che essi sfruttano questo importante aspetto dell’economia di ogni Paese molto meglio di noi. Oramai il turismo che si sviluppa via internet è in sempre più forte espansione, addirittura del trenta percento annuo secondo autorevoli fonti, e non va perciò trascurato. Entro pochissimi anni la totalità degli aspiranti turisti, prima di recarsi in visita in un Paese o anche solo prima di andare in un’agenzia di viaggi, cercherà informazioni sulle sue mete predilette servendosi di pagine messe online sia da privati che da agenzie, e perché no anche dal governo stesso. In quest’ottica, trascurare un aspetto fondamentale come il sito internet di riferimento per ogni turista è un errore imperdonabile.
Da non trascurare la traduzione in altre lingue, parte che deve essere curata quanto se non più del sito stesso: l’obiettivo è quello di far affluire turisti dall’estero, che raramente comprendono il nostro idioma. Ci si trova quindi di fronte all’assoluta necessità di affidare ad un team di esperti la traduzione integrale e, non mi sbilancio a dirlo, perfetta, dell’intero sito. Anche qui il pressappochismo è talvolta imbarazzante: tradurre il “teatro La Scala” con “theater The Scale” è un errore imbarazzante, e non è l’unico. Non sto dicendo di poter fare meglio del team che ha tradotto tutti i testi presenti, ma a leggere alcuni passaggi giunge la consapevolezza che si sarebbe potuto fare molto, molto meglio.
La prima pagina è dispersiva e composta da un filmato, sempre in flash, a mio avviso inutile ai fini della promozione del turismo. Inoltre, la lentezza per il caricamento è un sintomo della pesantezza non solo della pagina, ma dell’intero sito.
Iniziando la navigazione del sito vero e proprio, ci si rende conto che italia.it non può essere altro che ancora in fase di sviluppo: pagine inesistenti e collegamenti interrotti, approssimazioni banali, URL lunghissimi, flash in abbondanza, codici poco ottimizzati e pieni di errori.
Provate poi ad accedere alla pagina in lingua tedesca: abitando sul Lago di Garda, tutte le estati residenti della Germania vengono a migliaia nella mia zona, e sono sicuro che da altre parti la situazione non è molto diversa: ci si aspetterebbe quindi una traduzione molto accurata di questa lingua; non bisogna chiedere nulla di meno, visto che questo deve essere il portale che rappresenta il nostro Paese. Invece si assiste ad un confuso miscuglio fra inglese e tedesco: un visitatore non potrebbe fare altro che rimanere sbigottito di fronte ad un tale pressappochismo che fa riscontrare errori tanto clamorosi.
I caratteri sono illeggibili: sono stati compressi in maniera errata e causano il mal di testa dopo poco: dubito seriamente che un qualsiasi visitatore straniero sia attratto dall’idea di leggere caratteri distorti. Il problema persiste con qualsiasi broswer, ed è per il momento irrisolvibile.
Un discorso analogo deve essere fatto per il logo, anch’esso poco curato e costato sei mesi di lavoro e centomila euro. Non nego la grandissima esperienza e competitività dell’azienda che lo ha creato, bensì il logo in se, che mal si presta a fungere da effige alle caratteristiche salienti d’Italia. Alla sola vista è ributtante, e ciò basta per renderlo completamente inadatto allo scopo pubblicitario al quale è destinato. I colori della bandiera italiana sono invertiti, sono presenti ben quattro differenti tipi di carattere (font) in una parola composta da sei lettere. La lettera “t” in verde, che dovrebbe rappresentare l’attenzione verso la natura che il nostro Paese ha molto a cuore, non assomiglia affatto ad un’Italia stilizzata. La mescolanza fra maiuscolo e minuscolo e fra differenti tipi di carattere delle quattro lettere restanti non crea affatto una sensazione di armonia, ma anzi sembra una disposizione molto caotica e stridente.
Questi sono solo alcuni fra i numerosi errori che si possono enumerare in italia.it. Questo non giova di certo alla nostra reputazione all’estero e disincentiverà ancora di più il turismo, scopo diametralmente opposto rispetto a quello che il Governo si era prefisso quando il progetto prese vita.
Lodo comunque la consapevolezza del nostro Governo che è necessario dare un fortissimo impulso alla nostra economia tramite il turismo, e lodo la stranamente grande apertura verso uno straordinario mezzo di comunicazione come internet. La presente petizione, se raggiunge un numero adeguato di adesioni, intende però comunicare come è opinione diffusa che questo sito non sia assolutamente adatto per un così nobile scopo, e debba quindi essere rielaborato in maniera più professionale ed attenta.
L’obiettivo è quello di creare un portale gradevole all’utenza media, al visitatore comune che ricerca informazioni sull’Italia prima di andare in vacanza in tale bellissimo Paese. E quindi deve essere ottimizzato per l’utente stesso: sotto questo punto di vista, è chiaro come sia l’opinione dei visitatori a fare la differenza, e non quella di esperti che asseriscono di un’elevata qualità ed usabilità delle pagine progettate; non è l’esperto che deve essere attratto dal sito, bensì il comune cittadino europeo ed extraeuropeo. Ed è a lui che deve piacere la pagina.
Porto dunque all’attenzione del Governo della Repubblica Italiana l’attuale scarsa attenzione che viene posta in un settore, internet, che invece deve essere studiato come preziosissima risorsa dalla quale attingere. Inoltre, porto all’attenzione del Governo il fatto che il sito web che dovrebbe essere un punto di riferimento per tutto il mondo sia in realtà scialbo, poco curato e poco incline ad incentivare il turismo nel Bel Paese.
I firmatari di questa petizione sono rimasti delusi dallo spreco di risorse e di potenzialità alla quale stiamo assistendo, manifestando il proprio disagio in maniera unitaria per fare in modo che questo problema possa essere al più presto risolto.Sincerely,
The Scarsa attenzione posta al portale italia.it Petition to Parlamento della Repubblica Italiana was created by and written by Stefano Mini (bucciamarcia@hotmail.it). This petition is hosted here at www.PetitionOnline.com as a public service. There is no endorsement of this petition, express or implied, by Artifice, Inc. or our sponsors. For technical support please use our simple Petition Help form.
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