NON C'E` POSTO PER TE! Appello per chi ha a cuore l'Università e il suo, nostro, futuro
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Ricercatori, professori, personale TA, studenti dell'università italiana
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precari della ricerca -
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NON C'E` POSTO PER TE
Appello a ricercatori, professori, personale TA, studenti che hanno a cuore l'Università e il suo, nostro, futuro.
In data 8 luglio 2010 la CRUI (che, lo ricordiamo, altro non dovrebbe essere che una libera associazione privata, priva di qualsiasi ruolo o funzione istituzionali) ha votato all'unanimità una mozione (http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1916) in cui, intervenendo sul DDL 1905 in imminente discussione parlamentare, delinea le sue proposte in materia di riforma dell'ordinamento e del reclutamento universitari.
Come precari della ricerca, interessati al futuro dell'università e non solo alle nostre prospettive lavorative, intendiamo rendere pubblici la nostra interpretazione e il nostro giudizio sulla mozione, non dimentichi della straordinaria protesta che i ricercatori stanno portando avanti da mesi per una riforma seria e lungimirante dell'università.
Ci preme infatti denunciare come la mozione pretenda di favorire promozioni interne a totale scapito del reclutamento. Se tali proposte venissero accolte, gli effetti sul futuro nemmeno tanto lontano dell'università sarebbero certamente nefasti: invecchiamento del corpo docente, perdita di competitività della ricerca (basata, lo ricordiamo, anche sul lavoro di molti precari), fuga di cervelli e quindi di finanziamenti, in parole povere la notte dell'università italiana.
In dettaglio, vista la dichiarata scarsità di fondi ordinari attuale e futura, ci pare che i punti salienti (aumento delle quote per promozioni interne, 2000 passaggi RU->PA all'anno e chiamate a professore aggregato) avrebbero questi effetti:
1) L'azzeramento della prospettiva di reclutamento di nuove leve per i prossimi 10 anni, che avrebbe pesantissime conseguenze per i giovani ma anche per le migliaia di precari meritevoli che hanno pagato e continuano a pagare una gestione dell'università unicamente rivolta ad abbassare il costo del lavoro di chi è in posizione più debole (precari della ricerca, TA, ricercatori). Inoltre, indipendentemente dall'aspetto sociale, vogliamo notare che il taglio di una componente vitale e creativa del personale didattico e di ricerca non può che arrecare un danno anche all'università stessa.
2) Allo stesso tempo, le proposte di progressione preferenziale, che nei fatti si configurano come una vera ope legis, interesserebbero soprattutto i ricercatori più anziani per i quali il costo di una promozione è nullo o limitato. Ancora una volta con grave danno per i ricercatori più giovani e in maniera del tutto indipendente dal merito. Ed è chiaro che una mortificazione del merito anche tra i ricercatori finirebbe per tradursi in un ulteriore colpo al sistema universitario.
3) In questo quadro, anche le garanzie richieste per i contratti di tenure track (che nel DDL attuale andrebbe più propriamente chiamata tenure trash) appaiono del tutto demagogiche, dal momento che i pochi fondi per bandire tali posizioni saranno largamente fagocitati dalle progressioni di cui sopra.
Lascia allibiti lo smaccato tentativo di barattare il futuro dell'università per un piatto di lenticchie da offrire ai ricercatori, nella speranza che questo sia sufficiente a far partire il prossimo anno accademico; piatto di lenticchie, tra laltro, probabilmente virtuale in quanto è del tutto dubbio che i posti promessi arriveranno realmente anche in caso di approvazione della richiesta. Ricordiamo, a chi la avesse dimenticata, la tragicomica vicenda del reclutamento Mussi, che ha di fatto sostituito il reclutamento ordinario ed è stato affossato dai tagli e dai ritardi governativi.
Ovviamente, se da una parte è giusto che l'università recluti e paghi i docenti di cui ha bisogno, ci rifiutiamo di assistere passivi allo spettacolo di unItalia miope, capace solo di pensare riforme a totale carico delle generazioni future.
Per i motivi fin qui esposti
- stigmatizziamo l'iniziativa della CRUI come tendenziosa e incurante del futuro dell'università, iniziativa NON DEGNA di una categoria, quella dei rettori, che dovrebbe lavorare per linteresse del nostro sistema accademico; piuttosto che lasciarsi sedurre dalla prospettiva degli smisurati poteri, al di fuori di ogni controllo terzo, che sarebbero loro concessi, essi farebbero bene ad interrompere la monotona litania di appelli per lapprovazione del ddl Gelmini e seguire lesempio dei loro ben più coraggiosi predecessori che appena pochi anni fa minacciarono di dimettersi in blocco per tagli e provvedimenti che appaiono una miserevole quisquilia rispetto a ciò che il governo ha fatto e intende ancora fare;
- ci auguriamo che le componenti accademiche non si prestino a questo patetico gioco volto solo a sedare la protesta dei RTI, introducendo una corsia preferenziale e rendendosi così carnefici al tempo stesso dell'università e di due generazioni di ricercatori;
- ribadiamo la nostra SOLIDARIETA` ALLA PROTESTA dei ricercatori, riconoscendoci nei punti avanzati nel documento del 29 Aprile;
e aggiungiamo:
- che la drammatica situazione dei precari della ricerca e delle attività di ricerca nelle università richiede una soluzione individuabile solo in un RECLUTAMENTO STRAORDINARIO DI EMERGENZA, IN TERMINI DI CONCORSI, da finanziare adeguatamente;
- che questo può e deve avvenire nel contesto del ruolo unico in tre livelli proposto dalla rete 29 Aprile, in modo da non mettere in conflitto le diverse componenti del mondo della ricerca;
- che le risorse potrebbero e dovrebbero essere trovate mediante la riduzione a 65 ANNI delletà pensionabile di tutti i docenti universitari con riutilizzo, senza alcun vincolo sul turnover, del budget reso disponibile per il reclutamento di nuovo personale;
- che è necessario adeguare le condizioni di lavoro dei precari dell'università a standard civili, come prescritto dalla Carta Europea dei Ricercatori, iniziando per esempio dal riconoscimento di un trattamento previdenziale e retributivo equiparato ai lavoratori strutturati.
Manifestiamo infine la nostra disponibilità ad un'assemblea di tutte le componenti coinvolte nella protesta, da tenersi dopo l'estate, con particolare riguardo a:
1) azioni per scongiurare la sostituzione dei ricercatori indisponibili da parte di precari ed esterni;
2) azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento verso gli studenti in vista dei disagi che dovranno sopportare. Il presente documento è rivolto a tutte quelle componenti del mondo universitario e della società consapevoli dei reali bisogni dell'università, e delle conseguenze nefaste di proposte quali quella della CRUI.
Invitiamo tutte le realtà di precari costituitesi spontaneamente nelle varie sedi locali a trovare luoghi comuni di discussione e, a questo fine, mettiamo a disposizione di tutti la mailing list ricercatoriprecari‑dibattito+subscribe@googlegroups.com.
Infine annunciamo un preliminare incontro nazionale, che intendiamo tenere nei prossimi giorni, al fine di promuovere un coordinamento dell'azione dei precari dell'università e programmare iniziative di protesta e mobilitazione in vista dei mesi autunnali. Al fianco dei ricercatori e degli studenti.
Primi firmatari:
Coordinamenti:
Precari Invisibili della Ricerca - Università della Calabria
Coordinamento Docenti Precari Unifi
Urbanistes sans papiers (Dipartimento di Urbanistica e pianificazione del territorio, Università di Firenze)
Coordinamento Precari dell'Università di Torino
Precari per il coordinamento delle mobilitazioni:
Leonardo Bargigli, assegnista - Università Politecnica delle Marche
Andrea Capocci - Post-doc - Università "La Sapienza" di Roma
Alvise Mattozzi, ex-assegnista in attesa di rinnovo e docente a contratto, Università Iuav di Venezia
Fabrizio Nesti, assegnista - Università di Ferrara (ex L'Aquila)
Luca Tomassini, assegnista - Università di Roma "Tor Vergata"
Paolo Ariano, assegnista - Università di Torino
Paola Milla, contrattista - Università di Torino
Luana Ceccarini, ex post-doc, docente a contratto - Università di Torino
Simona Dalmazzo, borsista - Università di Torino
Appello a ricercatori, professori, personale TA, studenti che hanno a cuore l'Università e il suo, nostro, futuro.
In data 8 luglio 2010 la CRUI (che, lo ricordiamo, altro non dovrebbe essere che una libera associazione privata, priva di qualsiasi ruolo o funzione istituzionali) ha votato all'unanimità una mozione (http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1916) in cui, intervenendo sul DDL 1905 in imminente discussione parlamentare, delinea le sue proposte in materia di riforma dell'ordinamento e del reclutamento universitari.
Come precari della ricerca, interessati al futuro dell'università e non solo alle nostre prospettive lavorative, intendiamo rendere pubblici la nostra interpretazione e il nostro giudizio sulla mozione, non dimentichi della straordinaria protesta che i ricercatori stanno portando avanti da mesi per una riforma seria e lungimirante dell'università.
Ci preme infatti denunciare come la mozione pretenda di favorire promozioni interne a totale scapito del reclutamento. Se tali proposte venissero accolte, gli effetti sul futuro nemmeno tanto lontano dell'università sarebbero certamente nefasti: invecchiamento del corpo docente, perdita di competitività della ricerca (basata, lo ricordiamo, anche sul lavoro di molti precari), fuga di cervelli e quindi di finanziamenti, in parole povere la notte dell'università italiana.
In dettaglio, vista la dichiarata scarsità di fondi ordinari attuale e futura, ci pare che i punti salienti (aumento delle quote per promozioni interne, 2000 passaggi RU->PA all'anno e chiamate a professore aggregato) avrebbero questi effetti:
1) L'azzeramento della prospettiva di reclutamento di nuove leve per i prossimi 10 anni, che avrebbe pesantissime conseguenze per i giovani ma anche per le migliaia di precari meritevoli che hanno pagato e continuano a pagare una gestione dell'università unicamente rivolta ad abbassare il costo del lavoro di chi è in posizione più debole (precari della ricerca, TA, ricercatori). Inoltre, indipendentemente dall'aspetto sociale, vogliamo notare che il taglio di una componente vitale e creativa del personale didattico e di ricerca non può che arrecare un danno anche all'università stessa.
2) Allo stesso tempo, le proposte di progressione preferenziale, che nei fatti si configurano come una vera ope legis, interesserebbero soprattutto i ricercatori più anziani per i quali il costo di una promozione è nullo o limitato. Ancora una volta con grave danno per i ricercatori più giovani e in maniera del tutto indipendente dal merito. Ed è chiaro che una mortificazione del merito anche tra i ricercatori finirebbe per tradursi in un ulteriore colpo al sistema universitario.
3) In questo quadro, anche le garanzie richieste per i contratti di tenure track (che nel DDL attuale andrebbe più propriamente chiamata tenure trash) appaiono del tutto demagogiche, dal momento che i pochi fondi per bandire tali posizioni saranno largamente fagocitati dalle progressioni di cui sopra.
Lascia allibiti lo smaccato tentativo di barattare il futuro dell'università per un piatto di lenticchie da offrire ai ricercatori, nella speranza che questo sia sufficiente a far partire il prossimo anno accademico; piatto di lenticchie, tra laltro, probabilmente virtuale in quanto è del tutto dubbio che i posti promessi arriveranno realmente anche in caso di approvazione della richiesta. Ricordiamo, a chi la avesse dimenticata, la tragicomica vicenda del reclutamento Mussi, che ha di fatto sostituito il reclutamento ordinario ed è stato affossato dai tagli e dai ritardi governativi.
Ovviamente, se da una parte è giusto che l'università recluti e paghi i docenti di cui ha bisogno, ci rifiutiamo di assistere passivi allo spettacolo di unItalia miope, capace solo di pensare riforme a totale carico delle generazioni future.
Per i motivi fin qui esposti
- stigmatizziamo l'iniziativa della CRUI come tendenziosa e incurante del futuro dell'università, iniziativa NON DEGNA di una categoria, quella dei rettori, che dovrebbe lavorare per linteresse del nostro sistema accademico; piuttosto che lasciarsi sedurre dalla prospettiva degli smisurati poteri, al di fuori di ogni controllo terzo, che sarebbero loro concessi, essi farebbero bene ad interrompere la monotona litania di appelli per lapprovazione del ddl Gelmini e seguire lesempio dei loro ben più coraggiosi predecessori che appena pochi anni fa minacciarono di dimettersi in blocco per tagli e provvedimenti che appaiono una miserevole quisquilia rispetto a ciò che il governo ha fatto e intende ancora fare;
- ci auguriamo che le componenti accademiche non si prestino a questo patetico gioco volto solo a sedare la protesta dei RTI, introducendo una corsia preferenziale e rendendosi così carnefici al tempo stesso dell'università e di due generazioni di ricercatori;
- ribadiamo la nostra SOLIDARIETA` ALLA PROTESTA dei ricercatori, riconoscendoci nei punti avanzati nel documento del 29 Aprile;
e aggiungiamo:
- che la drammatica situazione dei precari della ricerca e delle attività di ricerca nelle università richiede una soluzione individuabile solo in un RECLUTAMENTO STRAORDINARIO DI EMERGENZA, IN TERMINI DI CONCORSI, da finanziare adeguatamente;
- che questo può e deve avvenire nel contesto del ruolo unico in tre livelli proposto dalla rete 29 Aprile, in modo da non mettere in conflitto le diverse componenti del mondo della ricerca;
- che le risorse potrebbero e dovrebbero essere trovate mediante la riduzione a 65 ANNI delletà pensionabile di tutti i docenti universitari con riutilizzo, senza alcun vincolo sul turnover, del budget reso disponibile per il reclutamento di nuovo personale;
- che è necessario adeguare le condizioni di lavoro dei precari dell'università a standard civili, come prescritto dalla Carta Europea dei Ricercatori, iniziando per esempio dal riconoscimento di un trattamento previdenziale e retributivo equiparato ai lavoratori strutturati.
Manifestiamo infine la nostra disponibilità ad un'assemblea di tutte le componenti coinvolte nella protesta, da tenersi dopo l'estate, con particolare riguardo a:
1) azioni per scongiurare la sostituzione dei ricercatori indisponibili da parte di precari ed esterni;
2) azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento verso gli studenti in vista dei disagi che dovranno sopportare. Il presente documento è rivolto a tutte quelle componenti del mondo universitario e della società consapevoli dei reali bisogni dell'università, e delle conseguenze nefaste di proposte quali quella della CRUI.
Invitiamo tutte le realtà di precari costituitesi spontaneamente nelle varie sedi locali a trovare luoghi comuni di discussione e, a questo fine, mettiamo a disposizione di tutti la mailing list ricercatoriprecari‑dibattito+subscribe@googlegroups.com.
Infine annunciamo un preliminare incontro nazionale, che intendiamo tenere nei prossimi giorni, al fine di promuovere un coordinamento dell'azione dei precari dell'università e programmare iniziative di protesta e mobilitazione in vista dei mesi autunnali. Al fianco dei ricercatori e degli studenti.
Primi firmatari:
Coordinamenti:
Precari Invisibili della Ricerca - Università della Calabria
Coordinamento Docenti Precari Unifi
Urbanistes sans papiers (Dipartimento di Urbanistica e pianificazione del territorio, Università di Firenze)
Coordinamento Precari dell'Università di Torino
Precari per il coordinamento delle mobilitazioni:
Leonardo Bargigli, assegnista - Università Politecnica delle Marche
Andrea Capocci - Post-doc - Università "La Sapienza" di Roma
Alvise Mattozzi, ex-assegnista in attesa di rinnovo e docente a contratto, Università Iuav di Venezia
Fabrizio Nesti, assegnista - Università di Ferrara (ex L'Aquila)
Luca Tomassini, assegnista - Università di Roma "Tor Vergata"
Paolo Ariano, assegnista - Università di Torino
Paola Milla, contrattista - Università di Torino
Luana Ceccarini, ex post-doc, docente a contratto - Università di Torino
Simona Dalmazzo, borsista - Università di Torino
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Marco Franceschin
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- ex-dottorando, ex-assegnista, fra poco anche ex-borsista e poi ex e basta
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Alessandro Ferretti
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- Concordo al 300\%
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Vincenzo Fiore
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- Assegnista CNR, dottorando "La Sapienza", Roma
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Maria Collu
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- Non bisogna dargliela vinta!
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Coordinamento Precari della Ricerca del Politecnico di Torino
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- tra i primi coordinamenti firmatari
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Renato Foschi - Sapienza
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- Unità
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Cristina Pennacchio
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- Docente a contratto Roma La Sapeinza
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Alberto Branca
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Alessandro Picciotto
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Marco Tullio Liuzza
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Federico Montanari
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- Contrattista (senza rinnovo di contratto) Università di Bologna, rappresentante del nodo di Bologna della rete ricercatori precari
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Giovanna Campanella
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maria vernuccio
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Angelo Romano
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gaia muratori
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Alessandro Arienzo
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- Univ. Federico II, Napoli
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Maria Sorrenti
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Fidya
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- L'università è PUBBLICA
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Piero Graglia
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- Ricercatore Università degli Studi di Milano
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Salvatore D'Angelo
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- totore86@gmail.com
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Petronia Carillo
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- Continuiamo a lottare affinchè i tagli economici e strutturali del governo non azzerino le prospettive e le speranze di quanti volessero intraprendere la carriera di ricercatore spingedoli a realizzarla altrove.
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Eva Oggionni
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Andrea Miccichè
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- assegnista, Catania
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Daniele De Cicco
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Francesco Cerisoli
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- Reclutamento con concorsi aperti e trasparenti, solidarietà ai RTI che protestano per una UNiversità migliore, lotta dura contro i RTI che mirano solo a promozioni ope legis
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mariella pazzaglia
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Michele Gandolfo
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Nicola Strazzanti
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- il senso di responsabilità dei rettori andrebbe associato ad una buona dose di lungimiranza
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Roberto Mulargia
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Chiara Marra
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Marco Bruno
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- Università di Roma La Sapienza
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enrico gargiulo
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Alessandro Serra
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Tiziana Nazio
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- Ricercatrice
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dimtri ognibene
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Lorenzo Magnea
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- Professore Associato - Univesità di Torino
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Claudia Venuleo
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Irene Vogt
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- Università La Sapienza
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Denis Ton
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claudia moriggi
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daniele
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Denis Ton
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Carlo Cosmelli
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- Gelmini sarta subito!
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yuri roà
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stefano terzi
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Andrea Valle
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alessio ansuini
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Elisabetta Cicciola (dottore di ricerca)
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Ana lourdes de Hèriz
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Alessandro Guerra
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