Contro il racket dei posteggiatori abusivi
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Ministro dell'Interno e Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana
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Al Ministro degli Interni, Giuliano Amato, ed al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella,
con la presente petizione si sollecita un intervento attivo da parte delle autorità al fine di sopprimere l'attività dei posteggiatori abusivi, di cui ormai le città italiane, specialmente del Sud, sono piene.
La loro attività infatti non costituisce un servizio, bensì un disagio per ogni cittadino che all'atto del posteggio viene sottoposto ad un'estorsione in perfetto stile mafioso. Se queste persone fossero davvero dei poveracci disperati che tentano di tirare avanti, non assisteremmo con sempre più frequenza ad episodi di minacce e violenze nei confronti degli automobilisti che decidono di non pagare questo pizzo, segno che quando qualcuno non paga si scardina un sistema mafioso basato su piccole estorsioni ad una miriade di persone, su cui vivono migliaia di delinquenti che non hanno rispetto per l'anziano che parcheggia perchè deve andare all'ospedale, lo studente che deve andare all'università, il lavoratore che deve andare nel proprio luogo di lavoro. Se si vuole combattere la mafia in questo paese, bisogna cominciare anche da queste forme di mafiosità diffusa, da cui nascono poi forme ben più vistose di estorsione, prevaricazione ed intimidazione.
Le pene attualmente previste contro chi esercita questo tipo di attività sono troppo lievi, considerando che il comma 15 bis dell'articolo 7 del Codice della strada prevede solo il pagamento di una somma che varia da 652 a 2620 euro, che raddoppia in caso di impiego di minore, in aggiunta alla confisca delle somme percepite. Una tale sanzione è irrisoria, per chi come un posteggiatore abusivo riesce a estorcere centinaia di euro al giorno, ed in molti casi, dichiarandosi nullatenente al fisco, riesce a non pagarla nemmeno. Ecco perchè la mafia ha messo gli occhi su questo tipo di attività, meno remunerativa del tradizionale pizzo, ma anche molto più sicura.
Si chiede quindi di inasprire le pene previste per questo tipo di reato, riconducendole al codice penale, e di sensibilizzare le forze dell'ordine, che tendono a minimizzare, alla risoluzione del problema ormai insostenibile e ad intervenire prontamente in seguito alle richieste dei cittadini.
Grazie per l'attenzione
con la presente petizione si sollecita un intervento attivo da parte delle autorità al fine di sopprimere l'attività dei posteggiatori abusivi, di cui ormai le città italiane, specialmente del Sud, sono piene.
La loro attività infatti non costituisce un servizio, bensì un disagio per ogni cittadino che all'atto del posteggio viene sottoposto ad un'estorsione in perfetto stile mafioso. Se queste persone fossero davvero dei poveracci disperati che tentano di tirare avanti, non assisteremmo con sempre più frequenza ad episodi di minacce e violenze nei confronti degli automobilisti che decidono di non pagare questo pizzo, segno che quando qualcuno non paga si scardina un sistema mafioso basato su piccole estorsioni ad una miriade di persone, su cui vivono migliaia di delinquenti che non hanno rispetto per l'anziano che parcheggia perchè deve andare all'ospedale, lo studente che deve andare all'università, il lavoratore che deve andare nel proprio luogo di lavoro. Se si vuole combattere la mafia in questo paese, bisogna cominciare anche da queste forme di mafiosità diffusa, da cui nascono poi forme ben più vistose di estorsione, prevaricazione ed intimidazione.
Le pene attualmente previste contro chi esercita questo tipo di attività sono troppo lievi, considerando che il comma 15 bis dell'articolo 7 del Codice della strada prevede solo il pagamento di una somma che varia da 652 a 2620 euro, che raddoppia in caso di impiego di minore, in aggiunta alla confisca delle somme percepite. Una tale sanzione è irrisoria, per chi come un posteggiatore abusivo riesce a estorcere centinaia di euro al giorno, ed in molti casi, dichiarandosi nullatenente al fisco, riesce a non pagarla nemmeno. Ecco perchè la mafia ha messo gli occhi su questo tipo di attività, meno remunerativa del tradizionale pizzo, ma anche molto più sicura.
Si chiede quindi di inasprire le pene previste per questo tipo di reato, riconducendole al codice penale, e di sensibilizzare le forze dell'ordine, che tendono a minimizzare, alla risoluzione del problema ormai insostenibile e ad intervenire prontamente in seguito alle richieste dei cittadini.
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