Per una informazione equa, democratica e senza pregiudizi
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Ordine dei Giornalisti; Presidente della Repubblica Italiana; Presidente del Consiglio; Ministro degli Interni
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Da giorni stiamo assistendo qui in Italia ad una campagna mediatica che mira a diffondere odio e ad alimentare sentimenti xenofobi e razzisti di cui il nostro paese non ha bisogno. Contestiamo lutilizzo criminoso degli aggettivi indicanti la nazionalità che nulla aggiungono ad un crimine, ma che al contrario, mirano solo a alimentare la cultura della paura, a dividere tra un noi e gli altri, a giudicare (e condannare) le persone in base al loro luogo di nascita.
Lasciare che i media italiani associno la parola assassino ad una intera nazionalità o ad unintera etnia è indegno di un paese che si dichiara civile e democratico e ricorda piuttosto i pretesti utilizzati negli anni 30 da una certa propaganda nazionalista tedesca. Commettere un omicidio non è nel DNA di una popolazione, ma resta un crimine individuale che va perseguito in quanto tale, senza generalizzare e condannare un intero popolo.
Cosa proviamo noi italiani quando veniamo indistintamente qualificati, allestero, come mafiosi? Ci indigniamo, come è naturale e giusto che sia. Allora, proprio per questo, facciamo appello affinché i media evitino di evidenziare la nazionalità del soggetto in questione ma si limitino a parlare genericamente di un uomo, di un individuo, poiché non esistono nazionalità o etnie criminali, ma solo singoli individui che delinquono in quanto delinquenti non perché appartenenti a qualche nazionalità specifica.
Pertanto, sulla base di quanto detto invitiamo a firmare questa petizione a favore di una informazione imparziale e corretta, sobria e senza pregiudizi, che non alimenti xenofobia ma promuova piuttosto la conciliazione e lintegrazione tra le persone. Una stampa da paese civile.
Lasciare che i media italiani associno la parola assassino ad una intera nazionalità o ad unintera etnia è indegno di un paese che si dichiara civile e democratico e ricorda piuttosto i pretesti utilizzati negli anni 30 da una certa propaganda nazionalista tedesca. Commettere un omicidio non è nel DNA di una popolazione, ma resta un crimine individuale che va perseguito in quanto tale, senza generalizzare e condannare un intero popolo.
Cosa proviamo noi italiani quando veniamo indistintamente qualificati, allestero, come mafiosi? Ci indigniamo, come è naturale e giusto che sia. Allora, proprio per questo, facciamo appello affinché i media evitino di evidenziare la nazionalità del soggetto in questione ma si limitino a parlare genericamente di un uomo, di un individuo, poiché non esistono nazionalità o etnie criminali, ma solo singoli individui che delinquono in quanto delinquenti non perché appartenenti a qualche nazionalità specifica.
Pertanto, sulla base di quanto detto invitiamo a firmare questa petizione a favore di una informazione imparziale e corretta, sobria e senza pregiudizi, che non alimenti xenofobia ma promuova piuttosto la conciliazione e lintegrazione tra le persone. Una stampa da paese civile.
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