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Trattamento Sanitario Obbligatorio: Petizione contro un grave abuso istituzionale

 

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To:  Ministero italiano della Sanità; Istituto Superiore di Sanità; Consiglio d'Europa; Commissione Europea; Organizzazione Mondiale della Sanità

Trattamento Sanitario Obbligatorio: Petizione contro un grave abuso istituzionale

del Gruppo EveryOne - www.everyonegroup.com

Introduzione
Il Gruppo EveryOne, nell’àmbito delle sue campagne e delle sue azioni a tutela dei Diritti Umani, chiama a raccolta tutte le persone non ancora accecate dalla cultura del pregiudizio, dell’odio, dell’ostilità nei confronti di chi è debole e diverso, affinché diano il via a un movimento di opinione che si opponga alle nuove persecuzioni istituzionalizzate. Mai come oggi i diritti delle minoranze e dei diversi vengono calpestati, anche nei paesi che si ritengono civili.
Mai come oggi gli abusi istituzionali vengono occultati dalla censura di stato. Una delle forme più gravi di violazione dei Diritti Umani è sicuramente il Trattamento Sanitario Obbligatorio, che ricorda da vicino i ricoveri e le terapie coatte applicate dal nazionalsocialismo e dagli altri regimi totalitari nei confronti di chi l’autorità ritenesse “asociale”.
Igiene mentale e igiene razziale sono pratiche che violano ogni normativa internazionale a tutela dei diritti umani. La sola forma di medicina lecita è la cura dell’essere umano nel rispetto del moderno Giuramento di Ippocrate. Firmiamo la petizione contro il T.S.O. e le altre forme di medicina repressiva (negli USA, per esempio, il T.S.O. corrisponde al Fermo psichiatrico coatto – protocollo 5150) e diffondiamone il testo presso amici, conoscenti, siti Internet, media. La Campagna contro il T.S.O. in Italia sarà un’azione pilota contro gli abusi medico-psichiatrici che si verificano in tutto il mondo.

Trattamento Sanitario Obligatorio in Italia

Il Progetto-obiettivo 1994/96 in applicazione del II comma della legge 180 (Legge Basaglia) prevede Il T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio), che è un provvedimento emanato dal Sindaco che dispone che una persona sia sottoposta a cure psichiatriche contro la sua volontà, normalmente attraverso il ricovero presso i reparti di psichiatria degli ospedali generali (SPDC – Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura).

In alcune zone del nostro paese è uso consolidato attuare il T.S.O., oltre che nei reparti psichiatrici, anche presso il domicilio della persona. Ma in linea generale e nella stragrande maggioranza dei casi il provvedimento di T.S.O. si risolve nell’accompagnamento coatto, tramite i vigili urbani, presso i reparti psichiatrici.

La legge regola due istituti di coercizione: l’A.S.O. (accertamento sanitario obbligatorio) e il T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio).

Il Sindaco può emanare l’ordinanza di T.S.O. nei confronti di un libero cittadino solo in presenza di due certificazioni mediche che attestino che:
1. la persona si trova in una situazione di alterazione tale da necessitare urgenti interventi terapeutici;
2. gli interventi proposti vengono rifiutati;
3. non è possibile adottare tempestive misure extraospedaliere.

Le tre condizioni di cui sopra devono essere presenti contemporaneamente e devono essere certificate da un primo medico (che può essere il medico di famiglia, ma anche un qualsiasi esercente la professione medica) e convalidate da un secondo medico che deve appartenere alla struttura pubblica. La legge non prevede che i due medici debbano essere psichiatri.

Il ricovero avviene esclusivamente presso il SPDC (Servizio psichiatrico di diagnosi e cura ospedaliero) competente per territorio. In eventuale mancanza di posti letto nel SPDC competente è data facoltà di espletare il ricovero presso il SPDC più vicino.

Quindi,come vediamo, la legge 180, che ha abolito i manicomi, in realtà prevede uno strumento coercitivo altrettanto grave, dato che il Trattamento Sanitario Obbligatorio viene posto in essere principalmente quando il soggetto si rifiuta, non vuole essere trasportato presso il SPCD.

Il T.S.O. è a tutti gli effetti un sequestro di persona legalizzato che impone a chi lo subisce l’assunzione coatta di farmaci gravemente dannosi per il fisico e per la psiche – in non pochi casi somministrati a esseri umani legati al letto di contenzione – e persino l’elettroshock. Al punto che Thomas Szasz – studioso di psichiatria e scienze umane, professore emerito di Psichiatria all’Università di New York, autore di opere fondamentali per la moderna psichiatria – lo definisce un crimine contro l’umanità.

In Italia, nazione in cui il T.S.O. rappresenta un uso consolidato, è tristemente famosa la vicenda del Sig. Giuseppe Casu, un venditore ambulante che Giovedì 15 Giugno 2006 in piazza IV Novembre a Quartu (Cagliari) viene caricato, ammanettato alla barella e portato via per un ricovero coatto in psichiatria (voluto dall’amministrazione di Quartu) dopo essere stato precedentemente sbattuto a terra e immobilizzato.
Il ricovero coatto viene giustificato da uno stato di agitazione psicomotoria: il signor Casu dava in escandescenze (ma chi non si sarebbe agitato a seguito di un aggressione come quella subita da lui e del tentativo di essere trasportati coattivamente in un centro di cura mentale?). In realtà le autorità hanno scelto di colpire il signor Casu per combattere la categoria dei venditori abusivi.
Legato mani e piedi a un letto e imbottito di psicofarmaci, rimarrà in questo stato, ininterrottamente, per sette giorni, fino alla sua morte, avvenuta il 22 giugno per “tromboembolia-venosa”.

E’ in atto una pesante offensiva, una vasta operazione di igiene mentale e razziale, condotta in nome della legalità. E’ un’operazione che presenta i contorni chiari di un crimine contro l’umanità e colpisce immigrati, tossicodipendenti, ambulanti, lavavetri, rrom e “asociali”. Nell’ultima categoria sono compresi, come nei tempi più foschi della Storia, tutti coloro che non sono imbrigliati nelle reti di un potere oppressivo e totalizzante; nei loro confronti la psichiatria svolge un ruolo più che attivo, riuscendo a reintrodurre le carcerazioni arbitrarie proprio come avveniva nel nazional-socialismo, tempo in cui i medici arrestavano e conducevano i socialmente indesiderati nei campi di concentramento o nelle “cliniche di rieducazione”.

La repressione medico-psichiatrica contro cui è necessario battersi non risparmia neanche i bambini. Negli Stati Uniti dodici milioni di bambini e ragazzini sono sottoposti coattivamente a trattamento con anfetamine e altri psicofarmaci, fra cui il famigerato “Ritalin” (metilfenidato). Le Istituzioni italiane hanno già avviato programmi di selezione volti a identificare nelle scuole i bambini e gli adolescenti sofferenti di disagi psicologici o caratteriali, attraverso un test che non ha alcuna valenza scientifica, ma serve solo a schedare nuovi soggetti, in età infantile o comunque giovanissima, da sottoporre a T.S.O.
Per giustificare i trattamenti (pericolosissimi per la salute e l’integrità di bambini e ragazzi, perché i farmaci somministrati hanno effetti altamente tossici, fra cui psicosi irreversibili, cancro, mutazioni genetiche e morte) si è codificata su basi pseudoscientifiche una sindrome definita ADHD: sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Questo significa che, se la legge per il T.S.O. infantile sarà approvata anche in Italia, i bambini vivaci, un po’ ribelli, più sensibili o più vitali degli altri, saranno costretti ad assumere droghe gravemente tossiche, il cui primo effetto è quello di renderli simili a “zombie”: uno stato anestetizzato e senza emozioni forti, ideale per “tenere a bada” i soggetti particolarmente vivaci e creativi. I numeri sono inquietanti, perché solo in Italia sono già stati schedati quasi un milione di bambini destinati al T.S.O.

Giovedì 7 febbraio il signor M., 44 anni, ha subito un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) all’ SPDC di Livorno, notificatogli dopo una settimana di ricovero volontario, in risposta alle sue ripetute richieste di dimissioni.
Il signor M. è un ex paziente del CSM di Livorno che, stanco della pesante terapia farmacologica a cui era stato sottoposto e grazie a un medico di Firenze, era riuscito a staccarsi dal Servizio di Salute Mentale, concordando una terapia meno invasiva.
La sua drammatica vicenda iniziava il 30 gennaio, quando la dottoressa del CSM, forse dietro richiesta della famiglia – così come è stato riferito dagli attivisti del centro Artaud di Pisa – disponeva un ASO (Accertamento Sanitario Obbligatorio) a seguito del quale il signor M. veniva trasferito, accompagnato da agenti della Polizia Municipale, a bordo di un’ambulanza, al CSM.
Durante il colloquio con la dottoressa, il paziente accettava di farsi ricoverare volontariamente presso il decimo reparto di psichiatria di Livorno, consapevole del rischio di un ricovero coatto se si fosse rifiutato.
Tuttavia il ricovero coatto è avvenuto ugualmente nel momento in cui il paziente, chiedendo di visionare la sua cartella clinica per informarsi sul regime del suo ricovero e sulla sua terapia farmacologica, si è visto negare tale richiesta dagli infermieri.
Da quel momento, il paziente esprimeva più volte e chiaramente ai medici la volontà di firmare la dimissione dal ricovero e di uscire, come previsto dalle legge 180 (legge Basaglia del 1978), ma i medici non glielo consentivano, minacciando di trasformare il ricovero da volontario in obbligatorio, così come è effettivamente avvenuto il 7 febbraio, in presenza di due giornalisti, del suo medico esterno, del suo legale e degli attivisti del centro Artaud di Pisa. Il Gruppo EveryOne ravvisa una procedura non corretta nei confronti del signor M. e intende svolgere indagini riguardo a questo caso, auspicando di incontrare la piena collaborazione delle autorità, anche in virtù delle recenti raccomandazioni che il Parlamento Europeo ha inoltrato agli Stati membri, affinché le autorità collaborino sempre con i gruppi che tutelano i Diritti Umani, affinché le loro indagini facciano luce su eventuali abusi. Nel caso in cui il Gruppo EveryOne incontrasse difficoltà o resistenze da parte delle autorità civili e mediche coinvolte attivamente nel caso del signor M., la vicenda sarà segnalata alla Commissione Europea e al Consiglio d’Europa affinché le Istituzioni continentali prendano i provvedimenti del caso al fine di tutelare i diritti di paziente e di essere umano del signor M. e di ripristinare una corretto e volontario sostegno sanitario – ove necessario e richiesto – nei suoi confronti.

Firmiamo la petizione contro il Trattamento Sanitario Obbligatorio. Fermiamo uno dei più gravi crimini contro l’umanità e salviamo i migliori fra i nostri bambini, quelli che non si uniformano al “gregge”, dai farmaci che trasformano in “zombie”.

Per il Gruppo EveryOne: Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Laura Todisco, Glenys Robinson, Steed Gamero, Fabio Patronelli, Francesca Turuani


Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
+39 334 8429527
info@everyonegroup.com
Website: www.everyonegroup.com :: www.annesdoor.com

Referente responsabile:
Laura Todisco – Gruppo EveryOne
laura.tod@email.it

Sincerely,

The Undersigned

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The Trattamento Sanitario Obbligatorio: Petizione contro un grave abuso istituzionale Petition to Ministero italiano della Sanità; Istituto Superiore di Sanità; Consiglio d'Europa; Commissione Europea; Organizzazione Mondiale della Sanità was created by Gruppo EveryOne and written by Gruppo EveryOne - Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Laura Todisco (matteo.pegoraro@everyonegroup.com).  This petition is hosted here at www.PetitionOnline.com as a public service. There is no endorsement of this petition, express or implied, by Artifice, Inc. or our sponsors. For technical support please use our simple Petition Help form.

tags:   elettroshock,   obbligatorio,   psicofarmaci   sanità,   sanitario   trattamento   TSO,  

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